Storia

Situata a 25 km a ovest di Mantova ai confini con la diocesi di Cremona, delimitata dal fiume Oglio che segna il confine sia della parrocchia che della diocesi, Marcaria sorge intorno all'anno Mille.

Dalla documentazione d'archivio è testimoniata l'esistenza della chiesa parrocchiale, antecedentemente al 1300, situata presso il cimitero, tuttora esistente e funzionante. A partire dal 1500 la chiesa e la casa canonica vennero spostate in un luogo adiacente a quello dove sorge l'attuale tempio in stile barocco, che risale al 1700. Un secolo dopo, adiacente alla chiesa, venne costruita la canonica, tuttora in funzione. La chiesa è stata recentemente sistemata e abbellita nella facciata. Il campanile, che risale al 1800, è dotato di cinque campane.

Nel tempio trovano collocazione reperti di un santuario dedicato alla Madonna eretto dai Gonzaga al di là del fiume Oglio nel 1600, quali la porta d'ingresso, i confessionali, la cantoria nella parte centrale del coro. Entrambe le chiese sono dedicate a San Giovanni Battista, raffigurato, nella parrocchiale, in una pala del Costa risalente al 1600 e posta nell'abside. Sempre in paese è situata una chiesetta dedicata a Sant'Anna, dove viene celebrata l'Eucaristia nel giorno dedicato alla santa.

La parrocchia di Marcaria (insieme alle parrocchie di Campitello, Canicossa, Casatico, Cesole, San Michele in Bosco e Scorzarolo) appartiene all'Unità pastorale numero 5 che fa parte del Vicariato Foraneo "Santa Famiglia di Nazareth".

(Testo tratto dal sito della Diocesi di Mantova)

La chiesa cimiteriale di San Giovanni Battista

La chiesa cimiteriale di Marcaria, dedicata a S. Giovanni Battista, è un edificio rettangolare con tre absidi romaniche e la facciata tardo-gotica, sconsideratamente privata d'un elegante protiro abbattuto nel 1935. La fabbrica ha origine antichissime: il primo cenno sicuro risale all'anno 1033 e alcuni indizi la fanno supporre già esistente prima del mille. La cappella subì nei secoli numerosi rifacimenti, e l'aspetto attuale, che si deve all'intelligente restauro operato nel 1968 dalla Sovrintendenza alle Belle Arti, rispecchia all'incirca quello della chiesa della fine del sec. XV. A quel periodo risalgono i numerosi affreschi votivi che ne adornano internamente le pareti, purtroppo alcuni molto rovinati e mutilati dagli insulti del tempo e degli uomini. Si tratta di dipinti di autori diversi, eseguiti per lo più nell'autunno del 1494 e che meritano un cenno in quanto testimonianza della prima fase di quel fenomeno pittorico che ebbe come protagonista i cosiddetti "Madonnari", cioè artisti nomadi che pagavano con le immagini l'ospitalità e la benevolenza delle comunità religiose che li accoglievano.

(Testo tratto dal sito del Comune di Marcaria)